iscrizioni  solo in sede entro venerdì 19 giugno con versamento del 30% della quota del rifugio 75 per i socie 90 per i non soci

 

27 e 28 giugno 2026 : Monte Confinale e Cima Zebrù – Santa Caterina Valfurva, Rifugio Forni

Sabato 27 giugno, di buon mattino, siamo partiti alla volta di Santa Caterina Valfura, per due giorni tra le montagne dell’Alta Valtellina.
Dopo aver attraversato il passo Gavia, sempre con il solito timore di incontrare un’auto che andava nel verso opposto, siamo giunti e parcheggiato al rifugio Forni, che ci avrebbe ospitato per la notte.
Qui non abbiamo perso tempo e siam partiti subito in marcia verso il Monte Confinale, la cui vetta a 3340 metri ci attendeva come primo obiettivo della gita.

La salita si è snodata su un sentiero che ha messo subito alla prova gambe e fiato, e come spesso accade, il gruppo si è naturalmente allungato: chi con il passo più svelto ha guadagnato quota rapidamente, chi ha preferito un’andatura più tranquilla, godendosi il panorama che si apriva sulle Alpi Retiche.
La fatica di tutti, ad ogni modo, è stata ripagata da una vista che spaziava sui ghiacciai e le vette circostanti, in una giornata che si è aperta con un cielo splendido ma un po’ dubbio.

il primo gruppo sulla cima del Confinale

E proprio mentre scendevamo verso valle, dopo la breve sosta non prevista al laghetto della Manzina con tanto di piedi ammollo, il tempo ha deciso di ricordarci chi comanda in montagna, e negli ultimi venti minuti di sentiero (alle 15.00 in pacca, come da previsione) un temporale si è abbattuto sul nostro cammino.
L’ arrivo al rifugio è stato tutt’altro che asciutto.
Zaini gocciolanti e giacche fradice sono stati il prezzo pagato per una giornata comunque stupenda, e la serata al rifugio Forni, tra racconti della salita, panni messi ad asciugare e decine di boccali di birra, si è sentito il sapore delle vere gite di montagna.

Secondo Giorno

La sveglia della domenica è suonata presto, alle cinque. Il ricordo del temporale del giorno prima era ancora fresco, e le previsioni per la tarda mattinata annunciavano un secondo rovescio: meglio quindi non perdere tempo.
Dopo una colazione veloce, ci siamo rimessi in cammino verso il Passo Zebrù passando dal rifugio Pizzini, a quota 3000 metri, spinti anche dalla voglia di anticipare il maltempo.
L’escursione, meno impegnativa di quella del giorno precedente, ha comunque selezionato i partecipanti: solo tre camminatori, i più tenaci, hanno deciso di spingersi oltre il passo fino alla piccola Cima Zebrù, di poco più elevata. D’altronde avevamo una finestra di tempo di marcia piuttosto serrata, per cui la “toccata e fuga” è stata inevitabile.

Questa volta, però, la fortuna è stata dalla nostra parte: il temuto temporale delle ore 11.00 non si è presentato, e il sole ha accompagnato il gruppo per tutta la discesa, fino al rientro al rifugio Forni.
Recuperate le auto, non è rimasto che il viaggio di ritorno verso casa, con il bagaglio di stanchezza e soddisfazione tipico delle gite ben riuscite.

Due giorni intensi, tra fatica, panorami mozzafiato e un pizzico di apprensione meteorologica: la montagna, ancora una volta, ci ha dato tutto quello che sa dare — bellezza, imprevisti e, alla fine, anche un po’ di sole in premio.

Alcune foto della giornata cliccando qui o la foto sotto

Emanuele Terzo – Emanuele Terzo