Un’escursione sul Golem di notte, d’inverno al chiaro di luna, sembrava fosse un’idea più che barbina quando, ormai parecchi anni fa è nata e subito messa in pratica da un gruppetto di noi del cai di Rovato. Ma anno dopo anno la partecipazione sempre più massiccia di persone anche al di fuori del nostro cai ci ha convinti della bontà dell’iniziativa, anche perché non si tratta di fare una breve escursione ma di affrontare la salita al Golem da Pezzoro salendo quindi per il ratù, che definirlo faticoso è perlomeno riduttivo. E cosi anche sabato 30 gennaio ci siamo ritrovati in tanti con la voglia di una bella sfacchinata, la luna è al suo massimo ma il tempo non promette nulla di buono, parecchie nuvole si muovono lente in celo, ma la nostra speranza è che si aprano almeno un poco, rivelando l’astro notturno in tutto il suo splendore. Prima tappa il rifugio Cai Val Trompia per fare la conta di chi al ritorno si fermerà per la cena,purtroppo il freddo e la stanchezza fanno le prime vittime , da qui il gruppo come naturale comincia a sgranarsi,visto che ognuno ha il suo passo, non servono le racchette da neve ma i ramponi dato che la neve è poca e dura. Sbuffando saliamo a gruppetti le erte di questo versante del golem, accendiamo delle torce in alcuni punti strategici, le nuvole si aprono solo a tratti e sempre per poco, comunque la notte non sarà mai troppo buia, in compenso il freddo si fa via via sempre più pungente tanto che chi arriva in vetta vi si ferma per poco prima di ripartire infreddolito alla volta del caldo ed accogliente rifugio pontogna. Verso le nove tutti quelli che si erano dati come meta il monumento al redentore lo hanno raggiunto ed è quindi ora anche per gli ultimi di invertire la rotta e di affrontare la discesa dei ratù, non meno faticosa della salita, vista la neve a tratti ghiacciata e la pendenza sempre notevole. Mentre scendiamo incontriamo altri escursionisti che salgono, un breve saluto e da parte loro la domanda è sempre la stessa “c’è tanto vento in quota ?” la risposta lapidaria è “no ma fa un freddo boia”. In breve ci riuniamo tutti nella sala da pranzo del rifugio e davanti ai manicaretti portati in tavola dai rifugisti dimentichiamo in fretta fatica e freddo, e ci spertichiamo in elogi sia all’escursione sia alla compagnia, l’unico rammarico è che la serata non sia stata limpida come in altri anni, ma il commento più ricorrente è: andrà meglio il prossimo anno! Evidentemente la gente che ama la montagna è per nature positiva.