Questa escursione comincia subito con 3 cose diverse dal solito; la prima,la più dura da digerire, la levataccia(ore 4, partenza!),la seconda, il cambio dell'ultimora dei capogita(da ringraziare i sempre disponibili Gianpietro e Domenico) e di conseguenza il cambio di itinerario di salita, meglio conosciuto dai sopra citati.

Arrivati di buon ora al Passo Gavia e assaporata l'aria fresca, partiamo di buona lena in discesa verso il ponte dell'amicizia, oltrepassato lo stesso cominciamo a salire; da prima su roccia poi su nevai sempre più ripidi, oltrpassiamo il ghiacciaio con tratti veramente impegnativi, sia dal punto di vista fisico che emozionale. Per raggiungere l'ultimo tratto in cresta, alla base di una placca di roccia liscia,abbandoniamo i ramponi e le picozze e ci attacchiamo, uno alla volta, ad una catena che cade verticale verso di noi.In cresta, negli ultimi istanti che ci separano dalla croce, ci guardiamo l'un l'altro, felici di aver raggiunto una vetta così maestosa.

Dopo la foto di rito,un panino ed aver gustato il panorama, ci prepariamo a scendere lungo l'impervia cresta anche per difenderci dal vento fattosi forte, a dimostrazione dell'alta quota raggiunta. Con attenzione e qualche piccola difficoltà, torniamo con il lungo itinerario verso le macchine, al punto di partenza.

Stanchi ma soddisfatti, al rifugio Berni, ci gustiamo la meritata birra; alcuni partecipanti,sono come me emozionati, per aver fatto per la prima volta una uscita alpinistica di questo livello. (Andrea Scalvini)