Cima vigna vaga
Otto marzo festa della donna, e noi abbiamo in programma la salita alla cima Vigna Vaga da Colere.Anche questa settimana, come tante in questo inverno ricco di neve è nevicato copiosamente, tanto da farci riflettere se non sia il caso di cambiare itinerario, però la cosa non ci entusiasma e quindi telefoniamo alla sede dei maestri di sci di Colere per avere chiaro il quadro della situazione.Le previsioni sono ottime e da Colere ci assicurano che sono già parecchi gli sci alpinisti saliti alla cima .Di buon mattino, al bel gruppetto dei soliti ciaspolatori in partenza per la val di Scalve, si uniscono anche due sci alpinisti.All’arrivo a Colere la sorpresa è la difficoltà nel trovare parcheggio, vista la moltitudine di persone che ha deciso di passare la giornata sulla neve, il colpo d’occhio è notevole data la grande quantità di neve che ricopre praticamente ogni cosa.L’itinerario è quello segnalato per gli sci alpinisti, che dal parcheggio attraversando 2 volte la pista si inoltra poi nel bosco e sale fino all’intermedio,breve sosta per riprendere fiato e calzare le racchette da neve ora assolutamente necessarie.La giornata è veramente bella e piacevole anche se la salita ci fa sudare, quando usciamo dal bosco e lo sguardo può spaziare tutto intorno ci accorgiamo subito che l’itinerario per la Vigna Vaga non è tracciato ,evidentemente la quantità di neve accumulatasi sui pendii del Ferrante ha sconsigliato anche i più temerari ad avventurarcisi.Scegliamo quindi di passare sotto il Ferrantino attraversando una conca solitaria e bellissima per puntare all’arrivo degli impianti come meta della nostra escursione.Qui ci godiamo un meritato riposo e ci rifocilliamo baciati da un sole primaverile, ed è così che qualcuno propone di scendere per il versante opposto a quello di salita, felice intuizione visto che in un mare di neve più o meno intatta passiamo presso il rifugio Albani per poi scendere al parcheggio