C.A.I.
Sezione di Rovato (Brescia)

Domenica 25 luglio: Corno di Grevo (m. 2869) dalla via ferrata Erminio Arosio

Alpinismo / escursionismo – CORNO DI GREVO, 25 luglio 2010

Immagine didascalica dell'evento
Località di partenza: Malga Lincino m1621, punto d’appoggio: rifugio Citta di Lissone m. 2005.

dislivello totale (m) 1270, tempo totale di salita: 4 ore, discesa: 3 ore.

Quota partenza della ferrata (m): 2400, dislivello ferrata (m): 470.

Attrezzatura : vestiario da media montagna, imbracatura, kit da ferrata, casco.

Itinerario di avvicinamento: Da malga Lincino, cui si perviene in automobile, deviando a Cedegolo, all'altezza della media val Camonica verso Cevo e quindi a Fresine, il sentiero parte al di là del torrente Poia e si sviluppa lungo le cosiddette "scale di Adamè": con percorso ben tracciato, sempre comunque in forte pendenza,. Una volta superato il salto di roccia che permette di accedere alla valle di Adamè, il sentiero diventa meno faticoso e, conduce alla piana e al laghetto che precedono il rifugio Lissone, in vista dell'imponente parete del Corno di Grevo. Dal rifugio, si segue la traccia pianeggiante dell'alta via dell'Adamello (segnavia n. 1) fino ad incrociare, sulla sinistra, il bivio segnalato per il Forcellino Rosso. Si imbocca questo sentiero (segnavia 24) che risale il fianco erboso ai piedi delle pareti del corno di Grevo. Appena prima di raggiungere un'evidente zona di ghiaioni, si seguono sulla sinistra alcuni ometti in pietra che conducono alla base della vicina cresta rocciosa, dove è posto l'attacco della ferrata.

La ferrata del Corno Grevo supera, con percorso piuttosto tecnico, le ripide balze granitiche della cresta NO del Corno di Grevo. La salita è abbastanza impegnativa, con alta esposizione e passaggi da effettuare in arrampicata.

Descrizione della Ferrata al Corno di Grevo:Dall'attacco, superare direttamente un primo salto verticale, poi proseguire su placche appoggiate di ottimo granito fino ad un secondo salto, più impegnativo, che conduce ad un tratto di cresta pianeggiante.Poco oltre, nei pressi di un muro verticale, si piega a sinistra e, sfruttando una cengia inclinata povera di appigli (passaggio delicato: qui i cavi sono messi proprio male), si torna in cresta raggiungendo la sommità di una marcata torre rocciosa.Con una breve discesa sul lato opposto, si arriva ad un colletto oltre il quale si supera direttamente in aderenza una bellissima placca compatta (senza usare il cavo il passaggio è impegnativo). Seguono ora alcuni gradoni verticali e ben appigliati che conducono alla base di un liscio camino. Il suo superamento, che costituisce uno dei tratti più caratteristici di tutta la ferrata, richiede alcuni movimenti striscianti verso destra (evitare di portare uno zaino ingombrante!) e permette di passare sul lato opposto della cresta sbucando presso una provvidenziale cengia erbosa.Con un esposto traverso verso destra si taglia quasi in piano il ripido versante occidentale (attenzione ai cavi "ondeggianti") fino ad un breve tratto roccioso attrezzato con pioli di ferro. In questo tratto, arrampicando in libera, converrebbe stare più a destra del cavo metallico per poter sfruttare alcuni piccoli appigli (si tratta comunque di un passaggio di V+). Alla fine del traverso si scala direttamente un diedro ben appigliato, poi si prosegue su percorso più facile verso sinistra fino ad incrociare nuovamente il filo di cresta nei pressi di un pulpito notevolmente panoramico.Qui si scala direttamente un salto verticale sfruttando in dulfer una bellissima lama, segue poi un tratto di cresta poco inclinato che termina presso una netta forcella. Per superare la forcella bisogna passare al di sotto del cavo d'acciaio (qui è davvero fastidioso) e poggiare leggermente sul lato sinistro (faccia a monte) della cresta: questo passaggio segna il termine delle difficoltà più marcate.L'ultima parte della salita si svolge poggiando sul versante settentrionale della montagna fin presso un'ampia terrazza dove termina la ferrata. Un' ultimo tratto di facile cresta a gradoni conduce brevemente sulla vetta vera e propria.

Discesa: La discesa inizia alcuni metri più a sud rispetto a dove termina la ferrata. Poggiando sul lato destro della cresta, si segue un cavo metallico, che scende lungo alcune rocce per circa 50mt. Terminato il cavo, a sinistra, si superano in discesa alcuni metri di roccia non attrezzata, si scavalca una forcella e si continua su territorio Trentino per un ripido canalino, con vista sul lago di Malga Bissina. Dopo circa 20' si incrocia, il sentiero che, provenendo dal rifugio Val di Fumo, conduce al Forcellino Rosso (2621mt). Seguendo in salita questo tracciato si arriva in breve allo stretto intaglio. Si scende sull'opposto versante sfruttando per i primi 200 mt una ripida traccia lungo un canale franoso. Più avanti il sentiero torna facile e riporta al bivio per la ferrata e successivamente al rifugio Cai Lissone, e quindi facilmente a Malga Lincino.

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